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Cronaca Rindonda: Triestina - Sassuolo
Gli uomini di Somma partono forte ma non concretizzano, Quadrini indovina l’angolo dai 20 metri. Nella ripresa la capolista controlla. Crisi aperta per gli alabardati
Con la chiusura al vetriolo del calciomercato e la sconfitta interna contro il Sassuolo, la sensazione è che la Triestina abbia toccato il punto più basso della sua storia post-tonellottiana. La squadra è in ginocchio, la società smarrita (con gli sfoghi di De Falco che aprono seri interrogativi in proiezione futura) e i tifosi schiumano rabbia. Il disastroso ruolino di marcia – sette sconfitte nelle ultime nove partite – traccia il percorso verso il baratro. Eppure di questa squadra, lo si è visto nuovamente, non tutto è da buttare. Da questa consolante constatazione bisogna ripartire per acciuffare per i capelli una stagione che sta prendendo una piega pericolosa. Tutt’altra musica in casa del Sassuolo, squadra non spettacolare ma compatta e potente che può credere seriamente nel formidabile triplo salto C2-A nell’arco di cinque stagioni. Un miracolo sportivo che quasi riuscì ad Amilcare Berti ed Ezio Rossi, nel capoluogo giuliano, nel 2002-‘03. Corsi e ricorsi storici che ora premiano, ora castigano.
LE FORMAZIONI – Due debutti in casa alabardata: il portiere Alex Calderoni, erede del campioncino Agazzi, e Adrian Florin Pit, esterno rumeno schierato da Somma come quinto difensore a sinistra.
Rispetto alla vigilia Stefano Pioli sceglie un assetto più offensivo, lanciando dal primo minuto il trequartista Quadrini al posto del tuttofare Gorzegno.
IL MARCHIO DI QUADRINI – A dispetto del valore assoluto dell’avversaria, per la Triestina sembra la volta buona per scrollarsi di dosso paure e negatività. Il pubblico segue silenzioso causa sciopero del tifo degli ultrà, solidali coi propri diffidati, ma la squadra viaggia che è un piacere. Sugli scudi, manco a dirlo, Cristian Pasquato. Ma anche lo stesso Pit, pistone della fascia sinistra, che spinge come un forsennato e sforna cross ben calibrati. E’ proprio il rumeno, abile anche su calcio da fermo, ad innescare le conclusioni di Audel, Godeas e Nef, che non spaventano più di tanto Bressan. Ci vuole il talento di Pasquato per alzare i giri della partita. Il fantasista juventino va vicinissimo al gol in due occasioni (sinistro respinto alla disperata da un difensore, destro volante miracolosamente neutralizzato da Bressan) ma non ha fortuna. Hanno invece la sorte dalla loro parte gli ospiti, che al 37’ capitalizzano al massimo il primo tiro in porta: è Daniele Quadrini a raccogliere la respinta della barriera sulla punizione di Martinetti e a inventare, di prima intenzione, un sinistro micidiale che sbatte sulla traversa prima di superare l’incolpevole Calderoni. La Triestina, pur tonica e propositiva, si fa assalire dalle solite ansie e non partorisce altro che un colpo di testa di Audel, abbrancato dal portiere ospite, su punizione lunga del solito Pit.
ALABARDA SPUNTATA – E’ una compagine molto meno determinata, quella che si presenta in campo alla ripresa, rispetto alla Triestina famelica del primo tempo. All’11’ giunge l’ultima vera occasione per andare a rete: suggerimento di Pit e testata debole di Testini, completamente solo dinanzi a Bressan, che blocca senza troppe difficoltà. Le squadre si allungano e la Triestina paga la latitanza totale del proprio attacco, con Denis Godeas primo imputato. Gorgone e Pani non sono affermati architetti di gioco, Testini è palesemente fuori posizione e Pasquato si eclissa col passare dei minuti. Viene a mancare anche la spinta delle fasce. Mario Somma butta nella mischia il secondo centravanti, Della Rocca (fuori Audel), ma fino alla mezz’ora non vola una mosca. A riaccendere la contesa è però il Sassuolo e in particolare Gaetano Masucci, appena entrato al posto di un opaco Noselli, che si invola in contropiede ma viene stoppato dall’uscita perfetta di Alex Calderoni. Una punizione ben calciata da Bianco che si stampa sull’incrocio dei pali e un assolo di Martinetti che non va a buon fine le ultime cartucce sparate, invano, dai neroverdi. La Triestina, nel frattempo, ha già alzato bandiera bianca.
TRIPLICE FISCHIO – Vergognatevi. E’ ancora una volta questo imperativo diretto ed umiliante a risuonare nella cassa acustica del Rocco. Somma, in sala stampa, butta sapientemente acqua sul fuoco. Ma una sconfitta a Salerno potrebbe risultare davvero incendiaria.
Godono gli ospiti, ancora primi in coabitazione col Lecce e più lontani dalla bagarre play-off. La promozione diretta? Un pensiero meraviglioso ma non proibito.
IL MIGLIORE IN CAMPO
Walter Bressan – voto 7
Nel primo tempo è lui, il portierone, a tenere in piedi il team di Pioli. Si supera due volte su Pasquato e non perde il controllo in qualche mischia pericolosa. I compagni lo coprono bene.
TABELLINO E PAGELLE
TRIESTINA-SASSUOLO 0-1
TRIESTINA: Calderoni 6.5; Nef 5, Audel 6 (s.t. 17’ Della Rocca 5), Cottafava 5.5, Scurto 5, Pit 6; Gorgone 5.5 (s.t. 30’ Siligardi s.v.), Pani 5, Testini 5; Pasquato 6; Godeas 5.
Panchina: Dei, Brosco, Colombo, Cossu, Gissi.
Allenatore: Mario Somma.
SASSUOLO: Bressan 7; Polenghi 5.5, Minelli 6.5, Rossini 6.5, Bianco 6.5; Riccio 6.5, Magnanelli 7, Salvetti 6 (s.t. 32’ Piccioni s.v.); Noselli 5.5 (s.t. 20’ Masucci 5.5), Martinetti 6, Quadrini 7 (s.t. 13’ Valeri 6).
Panchina: Pomini, Consolini, Gorzegno, Fusani.
Allenatore: Stefano Pioli.
Marcatore: p.t. 37’ Quadrini.
Espulsi: nessuno.
Ammoniti: Gorgone, Pasquato; Minelli, Martinetti, Magnanelli, Bianco.
Arbitro: Gianluca Rocchi di Firenze 5.5.
Guardalinee: Dobosz 6, Passeri 6.
Spettatori: 5.923 (5.060 abbonati, 863 paganti).
Davide Ciullo
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